Le praline di Oriol Balaguer

Esiste una pasticceria tecno-emozionale?
A sentire Oriol Balaguer sembrerebbe proprio di sì:

“Il tecnoemozionale non è la cucina molecolare, è un passo più in là. Tecnoemozionale è quando il cuoco, o lo chef, mira ad eccitare la persona che mangia il cibo finito. Classe 1971, Oriol non ha mai nutrito dubbi su cosa fare da grande: dal padre, pasticciere e cioccolatiere sopraffino, ha ereditato una vocazione che si è manifestata fin dalla più tenera età, osservando le pièces artistiche in cioccolato. Eccolo quindi frequentare l’istituto alberghiero di Barcellona prima di lanciarsi nella professione, proprio mentre la scena spagnola si sta fiabescamente risvegliando.
Il virus dell’avanguardia passa attraverso la ristorazione prima di tornare a fare strage in bottega. Due le tappe fondamentali: al fianco di Martin Berasategui a Lasarte, fucina di talenti senza pari, e per ben sette anni al Bulli di Ferran Adrià, epicentro dell’epidemia mondiale.
Ma c’è un Oriol prima del Bulli, uno durante e uno dopo. Nel 2002 parte l’avventura in solitario con l’inaugurazione dell’Estudi de Xocolata i Pastisseria, un alacre laboratorio nel centro di Barcellona e nel cuore dell’innovazione mondiale.
Tecnica, estetica, sperimentazioni al passo con la ristorazione avanzata, marcate influenze dall’architettura e dal signature design: ogni anno ne escono due esclusive collezioni, doppiate a Tokyo nella pasticceria gemellata.”

Alessandra Meldolesi- Identità golose 2009